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Il tramonto delle impunita'

Omicidio politico. Dopo anni il colpevole viene condannato. Sentenza esemplare per l'intero Paese


28 aprile 2004 - “Lo stato di Bahia e il Brasile intero hanno finalmente Naturvinto. Questa sentenza è molto più del successo di una lotta eroica di una madre che ha visto suo figlio brutalmente ucciso di fronte alla porta di casa e che finalmente ha avuto giustizia. E’ un segnale vitale di una svolta nella pratica delle istituzioni. Finalmente la società potrà fidarsi di loro e lottare con speranza per la difesa della giustizia e dei propri diritti”.

E’ con queste parole che Augusto Paula, avvocato di Salvador de Bahia che da sempre lavora nel campo dei diritti umani, commenta la condanna a diciannove anni e tre mesi di Ivan Menezes, ex prefetto ed ex sindaco di Ubaira, che assassinò con un colpo al cuore il leader del Partito Verde del comune brasiliano, e suo oppositore politico, Natur de Assis Filho. L’episodio risale al 9 marzo 2001. Natur, allora presidente del Partito Verde, stava partecipando al consiglio comunale come esponente di maggioranza. I consiglieri si erano riuniti per discutere il licenziamento di cinque impiegati, assunti illegalmente dalla gestione precedente, quando Lucìo, cognato dell’assassino, era sindaco. Finita la seduta, quaranta compagni di partito si ritrovarono a casa di un amico per esaminare, come di consueto, il nastro della sessione del Consiglio. Lì la tragedia. Colpi di arma da fuoco risuonarono a ripetizione, perforando ogni angolo della casa. Fu allora che Natur uscì con l’intento di placare gli animi, credendo di poter fermare la furia omicida con le parole. Venne immediatamente freddato davanti agli occhi sbigottiti di molta gente.

“L’assassino è rimasto impunito per troppo tempo, grazie alla conoscenza e ai legami politici dei colpevoli – spiega Augusto Paula, che si è preso a cuore il caso e si è battuto da subito per vedere i responsabili in galera - E’ un gran primo passo verso la lotta contro le impunità e il fatto che alla sentenza abbiano assistito anche due rappresentanti del governo Lula è un segno importante. Qualcosa sta cambiando in questo Paese”.

Infatti, durante il processo, erano presenti il segretario nazionale dei diritti umani, Nilmàrio Miranda, e il ministro della commissione di controllo generale dell’Unione, Walter Pires. “Siamo soddisfatti, anche se per adesso Ivan Menezes resterà fuori fino alla sentenza di appello. Qualcosa sta cambiando. Noi continueremo a lavorare, a sperare, a lottare – precisa l’avvocato – confortati da questo indubbio segnale di un nuovo e costruttivo comportamento istituzionale verso chi attenta alla vita, alle norme della società civile e alla democrazia. Finalmente lo stato si sta muovendo contro quei crimini che per decenni sono rimasti impuniti. Atti di violenza che non solo distruggono vite umane e gettano nella disperazione intere famiglie, ma attaccano frontalmente i diritti umani universali. Natur era un politico che da sempre si batteva per i diritti dei cittadini, era un simbolo, e lo hanno ucciso. E a farlo sono stati gli oppositori politici, gente da sempre protetta che agisce indisturbata grazie a un’aura di impunità impenetrabile. Questa condanna, dunque, vuol veramente dire tanto”.

L’avvocato è pieno di entusiasmo. “Non era mai accaduto. Il governo Lula non ha esitato a mostrare la sua partecipazione a questo processo. Un comportamento esemplare di grande dignità. Finalmente il governo si è schierato dalla parte della giustizia”. E il suo ministro, Pires, ha più volte sottolineato come questi crimini non dovranno mai più rimanere impuniti, per il bene della convivenza democratica e civile del popolo brasiliano. “Fare giustizia come in questi casi – ha aggiunto il ministro dei diritti umani, Miranda – fortifica la democrazia e la fiducia dei cittadini verso le istituzioni”.

 

Stella Spinelli

 

 

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